Chi sono

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Cresciuto con i poeti maledetti, e con un po’ di quella poetica maledizione scolpita per sempre nei precordi dell’anima, nel tempo sono rimasto fedele alla soave malattia della forma. Esteta, decadente e parnassiano per vocazione, sono un idolatra dello stile e un seguace del bello. Credo nella divina e salvifica parola, madre generosa ed esigente, e nel potere creatore del logos, fonte di ogni bene. E credo nella scrittura come vita e nella vita come forma d’arte. Amo soprattutto la poesia, ma da anni mi dedico con impegno alla filosofia (specie medievale) e alla teologia, oltre che alla grande letteratura europea. Sono, e sarĂ² sempre, un dantista innamorato. Saltimbanco della sillaba e alchimista dell’assonanza, folle orchestrale di ritmi e strascichi, non ho che da offrire all’ignaro passante la quintessenza di una farmaceutica interiore: scampolo d’immenso lasciato cadere per ventura nel tumulto del mondo…